Riparazioni e sostituzioni vetrine e vetri a Milano 24h

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storia

storia

L'origine della parrocchia di Villapizzone, inizialmente all'interno di un bosco, potrebbe risalire al VI secolo in quanto il suo nome deriverebbe da quello di Atanasio Piccione, monaco di origine greca, in fama di santità, che visse in questo luogo inizialmente chiamato Villa o Villaggio Piccione, da cui Villapizzone, ed il bosco esistente al tempo era localmente detto Bosco Piccione. Atanasio guidava una comunità di monaci greci, secondo la testimonianza del monaco Giacomo Stella, che, nel 1530, fu rettore della chiesa di S. Martino, i monaci di Atanasio oltre a dare il nome al luogo ne disboscarono un'area per avere terreno di coltura attorno al quale sorse un piccolo villaggio con casolari agricoli ed un edificio di culto religioso Villapizzone viene nominata per la prima volta nel 1346.

Nel secolo XIV Martino, figlio di Francesco Resta Pallavicino, fu il capostipite della famiglia Resta di Villapizzone
Nell'ambito della suddivisione del territorio milanese in pievi, apparteneva alla Pieve di Trenno, e confinava con Affori a nordest, con Musocco a nordovest, con Garegnano e Boldinasco a sudovest, e coi Corpi Santi a sudest. Nel 1771 contava 303 abitanti.

Nel 1768 l'imperatrice Maria Teresa d'Austria con un diploma investì Giorgio Giulini del feudo di Villapizzone permettendogli di appoggiarvi il titolo di Conte; alla morte di quest'ultimo, con la conseguente estinzione del ramo primogenito dei Giulini della Porta, il titolo passò al cugino Benigno (1820-1900) che era sindaco di Carugate.
In età napoleonica, dal 1808 al 1816, Villapizzone fu aggregata a Milano, recuperando l'autonomia con la costituzione del Regno Lombardo-Veneto.

All'unità d'Italia, 1861, il paese contava 842 abitanti, era costituito da un piccolo borgo di case costruite attorno alla chiesa parrocchiale di San Martino, di fronte alla quale vi era la villa signorile, con parco, della famiglia patrizia Radice Fossati; nelle vicinanze si trovava un piccolo bosco, originariamente parte del bosco della Merlata di questo sono rimaste alcune piante, a lato di via Paolo Mantegazza, in un pezzo di terreno inglobato negli anni '60 nel giardino della scuola elementare Goffredo Mameli. Nel 1869 Villapizzone fu aggregata a Musocco, comune poi annesso a Milano nel 1923.; documenti attestano che in quel periodo il borgo fosse ancora dotato di cimitero, in seguito rimosso.

Dopo la Seconda guerra mondiale il vecchio borgo di Villapizzone è stato inglobato dalla crescita della città. Il toponimo, scarsamente noto per decenni, ha conosciuto una nuova diffusione a partire dall'apertura dell'omonima stazione ferroviaria, fermata delle linee del servizio ferroviario suburbano.

L'eremita

Nel borgo visse, durante il secolo XIX, Giovanni Moretti di origine contadina, divenuto quindi oste, commerciante e che in seguito ad una crisi mistica finì i sui anni vivendo in eremitaggio, scalzo, indossando una sorta di saio. Seppellito a Musocco, le sue spoglie sono state traslate nella chiesa parrocchiale di San Martino all'inizio del secolo XXI

La chiesa parrocchiale

Il centro storico del borgo è raccolto attorno alla chiesa di san Martino in Villapizzone, il cui presente edificio sorge nell'area ove venne costruito un primo edificio religioso probabilmente nel sesto secolo ad opera di un gruppo di monaci che disboscarono un'area del bosco.

La chiesa medievale era dedicata, riporta Goffredo da Bussero, ai santi Martino e Apollinare (confermando l’origine greca della comunità di monaci), sopra al quale, ad inizio Cinquecento, ne venne costruita un'altra sempre dedicata ai due santi, andata distrutta, e sostituita a fine secolo, con una dedicata unicamente a san Martino

La parrocchia è ricordata con la designazione del suo patrono san Martino di Tours è ricordata nel Liber notitiae sanctorun Mediolani alla fine del XIII secolo come “ad Sanctum Martinum in strata (Liber notitiae)

Il resoconto della visita pastorale fatta da San Carlo Borromeo, il 25 Luglio 1573 non menziona la presenza di una chiesa. I primi dati certi sulla storia del presente edificio sono un Istromento di Donazione 28 maggio 1604, con cui Antonio Visconti donava alla parrocchia un terreno utilizzato per orti di 35 x 24 braccia milanesi (m. 20,82 x 14,28), una lapide indicante l'inizio dei lavori al 11 giugno 1604 era visibile sulla parete esterna del "coro" secondo quanto riporta il resoconto della visita pastorale fatta dal cardinale Giuseppe Pozzobonelli nel 1752 al territorio della pieve di Trenno]; un'anonima relazione di una visita vicariale avvenuta nel 1632 descrive l'avanzamento dei lavori. La costruzione fu terminata intorno al 1640.

La chiesa aveva una planimetria ad un'unica navata, organizzata longitudinalmente in tre campate uguali, sulle quali davano delle cappelle rettangolari ed un'abside quadrata indicata come cappella maggiore, essendo non ultimata, il campanile era basso, elevandosi fino all'altezza della chiesa e sprovvisto di campane che erano sistemate su due pilastri all'ingresso della chiesa.

Nel 9 giugno 1720 venne eretta, ad opera dall'arcivescovo Benedetto Erba Odescalchi la "confraternita del Santissimo Sacramento", i cui ascritti indossavano un abito di colore rosso; la cui presenza fu annotata nel 1752 durante la visita di Pozzobonelli.

Un legato di 15.000 lire, elargito a fine secolo XIX alla parrocchia, da monsignor Giovanni Radice Fossati, e il cui utilizzo venne concesso da un regio decreto permise l'ampliamento della chiesa.

A seguito dell'aggregazione di Villapizzone al comune di Milano, avvenuta nel 1923, l'arcivescovo Eugenio Tosi decreto' il 12 gennaio 1924 l'innalzamento dello stato della chiesa a prepositura.

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